Viaggio nella Cina tibetana: Langmusi, Tibet e la sepoltura celestiale

Unboring Borders - Viaggio in Cina tra le vie dell’antica cultura tibetana che ancora vive nei piccoli villaggi a cavallo con le province cinesi e il Tibet: ecco la sepoltura celestiale, dove gli uccelli diventano l'anello di congiunzione tra Terra e Paradiso.

Cina / Tibet / Langmusi / / di Alessandro Cormio

Durante lo scorso Ottobre, nel 2016, mentre mi accingevo a spostarmi in autostop dalla provincia Cinese di Gansu, distante pochi chilometri a sud da Xining, da Xiahe (Labrang), finalmente arrivavo a Langmusi (Langmusizhen o in tibetano - Taktsang Lhamo -), al confine con la più famosa provincia del Sichuan - dove secondo il mio parere si gusta il miglior cibo cinese, a dispetto della cucina cantonese a cui siamo maggiormente abituati fuori da questo semicontinente -.
Ma torniamo a Langmusi: questo piccolo villaggio è abitato principalmente da 2 minoranze religiose: i musulmani ‘Hui’ e i tibetani (per lo più) ‘Amdo’. Questo villaggio diventa una tappa perfetta ed unica nel suo genere per chi vuole viaggiare nella Cina tibetana, in questa cittadina poco popolare tra i turisti cinesi e non, ma perfetta per ammirare panorami montuosi mozzafiato e fare passeggiate, trekking in montagna e volendo belle escursioni a cavallo.

Quando arrivavo qui la stagione era già al suo picco, ma i turisti in giro erano davvero pochi, quasi nessun cinese e zero stranieri: una meta totalmente fuori dai percorsi battuti - ma molto suggestiva a livello culturale - dai viaggiatori zaino in spalla e raggiungibile abbastanza facilmente anche in autostop (si! fare autostop in Cina è relativamente facile anche se non parlate cinese, fidatevi).
I monaci tibetani intorno al villaggio erano generalmente tranquilli, sorridenti e non poi tanto dispiaciuti dal vedere qualche 'wai guo ren' (straniero in cinese), a patto che si rispettino le regole locali: a differenza delle diverse altre culture buddiste asiatiche (Tailandia, Birmania e Laos, ad esempio), in questa zona non amano particolarmente essere fotografati, ma un - tashi delek - (saluto tibetano) sarà sicuramente scambiato da un sorriso.

Caricato da un piccolo camioncino con a bordo altri 3 simpatici tibetani proprio all’ultimo incrocio prima di entrare in ‘città’, mi fermo al - Tibetan Barley Youth hostel - dove in dormitorio si pagano circa 35/40 RMB.
Quel giorno si faceva autostop in compagnia: io ed un ragazzo spagnolo conosciuto qualche giorno prima e in un’altra auto c'era la mia cara amica autostoppista cinese Kelly con altri due ragazzi cinesi conosciuti poco prima.
Riuscimmo a fare amicizia con dei locali che ci parlano subito di questo funerale, praticato oggi soltanto in poche altre cittadine tibetane cinesi (in Tibet, Qinghai, Sichuan e Inner Mongolia) e in poche altre sparse in Mongolia, Buthan e Nepal. Praticamente ovunque non è permesso osservare da troppo vicino ad eccezione di... Langmusi! Già, proprio qui sembra che sia possibile, nel pieno rispetto del defunto e delle regole culturali locali di assistere alla sepoltura celestiale da pochi metri.

Sepoltura celestiale: di cosa si tratta?

Durante questa pratica, il corpo dell’essere umano defunto, ormai a decomposizione iniziata, viene trasportato in vetta, e dove noi ci trovavamo in quel momento (a circa 4000 metri d’altezza).
Il corpo viene sezionato per poi essere poi ‘divorato’ in pochi minuti da dozzine di avvoltoi/carogne.
Questa pratica viene usata dai ‘Vajrayana buddisti’ per permettere la trasmigrazione dello spirito: una volta che la persona muore, a differenza di altre religioni, per loro non ha alcun senso ‘conservare’ il corpo, dato che la sua anima è ormai 'andata' e questi uccelli possono allo stesso tempo nutrirsi e ‘trasportare’ l’anima del defunto in paradiso dove la miglior parte della - nuova - vita avrà inizio. Insieme al corpo, vengono poi messi insieme e bruciati gli effetti personali della stessa.

Solitamente è possibile assistere a tutto questo e da vicino soltanto dai parenti, ad eccezione di Langmusi dove nell’Ottobre 2016, anche da turista, sono riuscito ad avvicinarmi a soli 10/15 metri di distanza.
Rispettando il defunto e la sua cultura, non è possibile filmare e fotografare il momento principale dell’evento, mentre non c'è problema per qualche scatto pre e post la cerimonia.
Indimenticabile il suono della parola - ongmanibiemiehome - (lo spelling è grosso modo questo), che riesco ancora chiaramente a ricordare per le tante volte che è stata ripetuta e per la sua sonorità unica. Questa parola verrà pronunciata di continuo dato il suo profondo significato che punta a richiedere fortuna al defunto e a fargli i migliori auguri per la nuova vita appena iniziata.

Se durante il vostro viaggio vi capiterà di essere vicino a questa bellissima cittadina, tra i suoi bellissimi tempi buddisti ed un panorama mozzafiato, ecco alcuni suggerimenti per partecipare a questa esperienza culturale unica:

- Svegliatevi e ‘pregate’ che qualcuno sia morto (!); - Dirigetevi al tempio principale nel centro del villaggio verso le 5 di mattina (durante la stagione estiva o verso le 7 se sarete qui durante quella invernale);
- Portatevi una torcia, dato che sarà quasi sicuramente buio, almeno all’inizio della camminata;
- Dirigetevi verso il tempio centrale del villaggio, a 5 minuti uscendo sulla destra dal Tibetan Barley Youth hostel;
- Dal tempio alla cima della montagna, con passo discreto, incamminatevi alle coordinate che trovate successivamente. Dovreste impiegare circa 45 minuti a raggiungere la cima (magari per gli asiatici un'oretta :-));
- Arrivate a queste coordinate 34°06′06.29″N 102°37′34.5″E (usate maps.me che è ottima in questo caso, ma meno precisa di Baidou per fare autostop in Cina) e quando vedrete il classico allestimento tibetano multicolore (foto poco sopra), attendete e vivetevi a pieno questa straordinaria esperienza per i - NON - deboli di cuore.

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